L'abisso di Eos

scritto da Lucky Belltower
Scritto 21 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Lucky Belltower
Autore del testo Lucky Belltower

Testo: L'abisso di Eos
di Lucky Belltower

Era d'estate. Nella timida ora già torrida
in cui, pur nudo, soffre il corpo ma s'offre l'Amore.
E in quel tempo di Eos
che da Levante giunge sul carro del Sole,
togliesti il tuo reggiseno di pizzo:
riempirlo volevi della tua Seduzione.
Beatitudini quei giardini orfani. E infatti
mentre ti guardavo io di te mi beavo, figlia del mare e di Cipride.
Inconsapevole, di te m'innamoravo
più bella di tua madre.
In quello spazio di mezzo, asessuato e ignoto
fra la notte e l'Aurora,
punte affilate di strali infallibili
quelle tue mongolfiere possenti tutte gonfie di te.
Tripudio, festa; magia fra la notte e le stelle, di lanterne cinesi.
Boriose e altere di chi sa quel che vuole
il mio sguardo penetrarono e mi entrarono negli occhi.
M'accecavano di lussuria ma
ben sapevano di certo quel che facevano.
Oh sì, sì. Sì.
È giusto ubbidire all'istinto
che tu muta imploravi.
Fosti un esercito intero. Impetuoso;
infuocato quale destriero lanciato al galoppo.
Dietro di noi, lasciammo sterminio di guanciali e lenzuola.
Sul pavimento lapideo invece, giacevano
i corpi ormai freddi d'indumenti recisi.
Senza più anima. Vuoti.
Mentre noi affamati, di noi ci riempimmo alla penombra degli scuri
finché il cielo, vanitoso come un redivivo Casanova,
non s'imbellettò le gote con la cipria della sera.
Complici attendemmo l'arrivo di Selene.
L'abisso di Eos testo di Lucky Belltower
1